La scrittura inclusiva di Mauro Longo – L’intervista

Intervista a Mauro Longo, scrittore, game designer e prolifico autore di librigame: tra gli altri, la trilogia dell’Acchiappamorti di Ultima Forsan, nella quale l’autore ha infuso un impegno particolare in termini di inclusività.

L’intervista è stata condotta da Gloria Comandini Claudia Pandolfi.

Mappa-Il-giorno-della-civetta
Illustrazione di Francesca Baerald per Il giorno della civetta.

Claudia: Scrivi librigame dal 2015, e inizialmente ti rivolgevi a chi stava leggendo usando pronomi maschili. Quando hai sentito l’esigenza di declinare le tue opere in modo neutro, e cosa ti ha spinto a prendere in considerazione questa possibilità?

Mauro: I miei librogame “amatoriali” sono precedenti a quella data ed erano molto convenzionali… semplicemente emulavo il genere senza pormi troppi problemi: ce n’era uno ad esempio dove potevi scegliere tra quattro personaggi diversi, ma tutti già dati nel testo. Il problema è sempre stato tutto italiano: in UK e USA, dove il genere è nato, grazie all’uso del YOU e alla grammatica inglese, molti di questi libri potevano essere fruiti in maniera neutrale da tutti. Ad esempio ci sono libri della serie Fighting Fantasy, la più classica e longeva, in cui anche lì ci sono 3-4 personaggi tra cui scegliere, maschi e femmine, ma poi il testo dei libri funziona perfettamente per tutti senza la necessità di ricorrere ad alcun espediente.

Il mio primo librogame ufficialmente pubblicato, però, è del 2015 – Il tesoro della regina – e già lì il personaggio può essere di sesso maschile o femminile a piacimento di chi legge. Non nel senso che “non importa”, ma che devi scegliere il sesso all’inizio e tuttavia quello che il personaggio fa non cambia mai in relazione al sesso – se non in alcuni punti specifici. A quel punto serviva un testo che fosse completamente neutrale in tutti i paragrafi ed è cominciata per me la sperimentazione. È probabile che abbia commesso qualche errore di distrazione qua e là nei primi libri della trilogia, ma l’intento era quello di avere una fraseologia davvero neutrale rispetto al sesso del personaggio, “Civetta l’Acchiappamorti”.

Il motivo di tutto questo è semplice: volevo scrivere delle storie appassionanti per chiunque, senza riferirmi per forza al vecchio stereotipo del fruitore di questi libri, e cioè il 40enne nerd che cerca di tornare emotivamente agli anni ’80. Così stando le cose, più il personaggio guidato da chi legge è duttile, meglio è.

Gloria: Quando hai scritto una prima versione al maschile “neutro” e poi l’hai trasformata in un testo veramente neutro, si nota che i cambiamenti sono stati davvero profondi, sebbene il senso rimanesse lo stesso. Dopo tutto questo allenamento, quando scrivi nuovi brani dal PdV (Punto di Vista) neutro queste espressioni ti risultano più spontanee rispetto a prima? Pensi che l’abitudine renda più semplice esprimersi in maniera neutra?

Mauro: Assolutamente è una questione di abitudine. Adesso, dopo diversi libri impostati in questo modo, applico quasi istintivamente tutti i trucchi linguistici del caso: aggettivi che finiscono in -e, participi presente, uso di forme impersonali o plurali e così via… Ho visto che anche Andrea Tupac Mollica ha trovato i propri trucchetti e ha fatto bene: nei suoi due libri della serie Stregoneria Rusticana, ambientati in una sorta di Sicilia medievale, tutti i personaggi incontrati si riferiscono ai protagonisti chiamandoli “Vossia” e dando del voi… una splendida trovata, perfettamente calata nella storia e nell’ambientazione, che rema nella stessa direzione di tutti gli altri accorgimenti!

Gloria: Durante la stesura dei tuoi libri hai consultato le guide alla scrittura burocratica/ufficiale non sessista (per esempio, quella prodotta dal Comitato Unico di Garanzia in collaborazione con l’Università di Torino)? Se sì, le hai trovate utili?

Mauro: Le ho consultate, proprio per trovare ulteriori espedienti finalizzati a scrivere narrativa ludica con questo approccio, oltre a tutti quelli che mi venivano in mente in maniera spontanea. Però tra tutta la gamma di punti toccati da questi vademecum a me interessava (e interessa) solo quello che riguarda la possibilità di nominare donne e uomini senza specificare il genere. Tutti gli altri suggerimenti non sono applicabili per quello che serve a me.

Gloria: Per evitare di mostrare il genere della persona protagonista, hai generalmente evitato di usare verbi in diatesi passiva riferiti a Civetta. Il poco uso del passivo è una delle caratteristiche dell’italiano neo-standard, ossia una varietà di italiano accettabile e corretta, ma più semplificata rispetto all’italiano standard. Ritieni che la resa neutra da te effettuata abbia in qualche modo semplificato, o addirittura impoverito il testo? O gli stratagemmi usati lo hanno reso più vario?

Mauro: Il problema è tutto lì: i librogame hanno una forte componente di gioco, quindi, a livello di scrittura, “più arida e meccanica”, e lì questi accorgimenti vengono benissimo e funzionano, una volta che sai come usarli; però i librogame sono anche narrativa, e le parti narrate devono scorrere con la leggerezza e la qualità di un racconto o un romanzo. Usare troppi giri di parole o espressioni macchinose ammazza la lettura, è sgradevole e spezza la sospensione dell’incredulità, perché capisci che lo scrittore si è arrampicato sugli specchi per dire una cosa semplice in maniera contorta (e probabilmente non capisci neppure perché). Per rispondere alla domanda, assolutamente NON lo hanno né semplificato né impoverito: tutto il lavoro fatto su quei testi è quello di renderli “il più scorrevoli ed eleganti possibile, come richiesto dalle esigenze narrative”, e contemporaneamente utilizzare moltissimo “maquillage” affinché chi legge non si accorga degli espedienti utilizzati. Il trucco c’è, ma assolutamente non si deve vedere.

Claudia: Da quando hai messo in risalto il tuo sforzo ulteriore per rendere i tuoi librigame più inclusivi tramite l’uso di termini e pronomi neutri, quali feedback hai ricevuto da lettrici e lettori?

Mauro: La cosa purtroppo non credo sia stata notata, nonostante sappia che le lettrici sono una buona percentuale di coloro che hanno giocato nei panni di “Civetta”. Una volta ho fatto un sondaggio per vedere che tipo di personaggio venisse creato più spesso e le percentuali tra le 4 combinazioni erano abbastanza equilibrate (c’era anche un’altra variabile, visto che Civetta può appartenere alla razza dei Mondi o a quella dei Corrotti, due “rami paralleli” del genere umano nell’ambientazione di Ultima Forsan). Questo dato lo prendo in maniera positiva: forse ho realizzato un testo tanto piano e scorrevole, pur in quello stile neutrale (e difficilissimo da utilizzare), che il “trucco” non è stato neppure notato…

Gloria: Da “l’altro giocatore” si passa a “chi sta giocando con te“. Nella resa neutra il numero dei caratteri e delle parole è aumentato? Hai avuto problemi con un eventuale allungamento del testo? Pensi che in una traduzione dall’inglese il testo italiano si allungherebbe troppo utilizzando queste formule neutre?

Mauro: Si allunga sicuramente, ma di poco: forse del 20-25% delle sole espressioni implicate, quindi direi che nelle dimensioni del testo completo questi espedienti non influiscono in maniera rilevante. Per quanto riguarda le traduzioni, assolutamente sì, ma probabilmente si allunga di percentuali simili alle precedenti, quindi di pochissimo. Comunque più che la lunghezza, il problema è di forma mentis: ragionare completamente in maniera neutra è un cambiamento sintattico abbastanza drastico che prima di essere applicato va doverosamente interiorizzato.

Claudia: Questa tue decisione come è stata accolta dalla Casa Editrice che pubblica i tuoi librigame? Credi che abbia avuto una qualche influenza su come quest’ultima affronta le questioni di genere?  

Mauro: Devo dire che i responsabili della casa editrice dei librogame di Civetta, GG Studio SpaceOrange42, ne sono stati contenti e l’hanno approvata come “un’ottima idea”… anche perché poi tutto quel lavoro di scrittura e rifinitura dei testi in fondo me lo smazzavo io! 😀

Essendo adesso curatore editoriale per Acheron Books, ho proposto di fare la stessa cosa con i due nuovi librogame in uscita, e anche qui l’accoglienza è stata ottima. Questa volta però l’autore è Andrea Tupac Mollica, anche lui assolutamente interessato alle questioni di genere, che ha subito detto di sì e ha fatto questo incredibile lavoro di scrittura neutra su ben due libri contemporaneamente. Questa volta, per fortuna, il grosso del lavoro lo ha affrontato lui!