Come Dungeons & Dragons mi ha aiutata a fare coming out

Dani Ausen si racconta a Courtney Crowder – Pubblicato originariamente il 9 Marzo 2018 su Des Moines Register con titolo “How Dungeons & Dragons helped me come out”.

Tradotto da Claudia Pandolfi.

[N.d.R. Dani Ausen ha raccontato questa storia per la prima volta su un palco il 6 Febbraio all’evento Des Moines Storytellers Project: Everyday Miracles. Il Des Moines Storytellers Project è una serie di eventi di storytelling in cui i membri della comunità lavorano i giornalisti del Register per raccontare storie vere in prima persona su un palco. Quella sotto è una revisione della storia di Ausen.]

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Dani Ausen di Des Moines condivide il racconto del momento in cui realizzò di essere bisessuale durante il Des Moines Storytellers Project al Teatro di Des Moines Martedì 6 Feb. 2018 [Bryon Houlgrave/The Register].
In questa realtà -quella che include me, voi e queste parole- io ho i capelli castani, sono di media altezza e vestita in modo impeccabile (credetemi).

Ma, su un altro piano, la mia pelle sarebbe più rossa che olivastra, come se fossi arrossita in tutto il corpo. I miei capelli scuri e gli occhi verdi sarebbero simili, tuttavia avrei delle lunghe corna bianche ricurve che mi partirebbero dalla fronte, come quelle di una capra. Inoltre, questo outfit non sarebbe appropriato. Indosserei un’armatura di cuoio, appositamente confezionata per poter ospitare la mia coda semi-prensile.

Quindi, in quale universo sarei così?

Nel mondo di Dungeons & Dragons.

Come forse avrete intuito, ero una ragazzina strana. Ma a parte il mio ben celato amore per i fumetti, i cartoni degli X-Men e i romanzi di fantascienza, ero tipica.

Vivevo a Urbandale come quarto membro di un’affiatata, amorevole famiglia. Ero una brava ragazza cattolica, un’ottima studentessa e la prima della classe alle lezioni di arte. Ero sempre armata di un taccuino per disegnare.

Ma nei finesettimana, tornavo a casa presto dalle serate fuori con gli amici e reclamavo il posto al computer di famiglia per potermi loggare nelle chat di gioco di ruolo.

No, non era quel genere di gioco di ruolo e non era nemmeno D&D.

Creavo alter-ego dotati di superpoteri e giocavo sessioni di intere ore con gente che non avrei mai incontrato di persona, ma che consideravo tra i miei più cari amici. Insieme, scrivevamo pagine e pagine di fan-fiction.

Vedete, in queste chatroom non ero una noiosa, tipica ragazza delle superiori. Potevo essere più tosta, qualcuno di più coraggioso, qualcuno che aveva delle sfide, delle capacità speciali. E per un’adolescente creativa di periferia era una droga.

Arrivata alla fine delle superiori e una volta ottenuta la patente di guida, le mie priorità per il Sabato sera cambiarono abbastanza drasticamente. I giochi di ruolo passarono in secondo piano nel mondo vero ed io scoprii che la mia segreta ossessione per la cultura nerd non era  un deterrente per ottenere un appuntamento. Andai al college, mi laureai in graphic design e incontrai un amante della fantascienza con cui cominciare una vita insieme.

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Dani Ausen di Des Moines condivide il racconto del momento in cui realizzò di essere bisessuale durante il Des Moines Storytellers Project al Teatro di Des Moines Martedì 6 Feb. 2018 [Bryon Houlgrave/The Register].
Ero seduta con l’allora mio fidanzato, Ken, a casa nostra circa un anno prima del nostro matrimonio, quando suggerì l’idea di cominciare una campagna di Dungeons & Dragons con i nostri amici.

“Vorresti giocare?” mi chiese, essendo una delle poche persone sulla faccia della terra -beh, fino ad adesso- a sapere del mio passato segreto carico di GDR.

“Diavolo, no!” risposi, inorridita al pensiero.

Avevo un ottimo lavoro nel design, la mia piccola attività e stavo pianificando un matrimonio. Ebbi un flash delle infinite ore passate nelle chatroom e scrivendo novelle. Non potevo rischiare di tornare a perdere tempo in quel modo.

Ma da allora, ogni settimana circa, mio marito e i nostri amici si sarebbero riuniti in soggiorno, e io li avrei sentiti creare i loro druidi e maghi, dando loro nomi grandiosi e conducendoli nella foresta a combattere goblin.

E, dannazione, suonava così dannatamente divertente!

Gettai al vento ogni cautela ed è allora che divenni un tiefling. Vi ho raccontato di lei un minuto fa, ricordate? Il mio personaggio era mezzo umano e mezzo diavolo, e il suo nome era Yara Yegerov.

 

Chierici ed elfi e tiefling, oh mamma!

Okay, ora starete pensando “Questa donna parlerà un sacco di tirare dadi”. Tranquilli, mi terrò alla larga dalle finezze di Dungeons & Dragons. Ma una cosa che è importante sapere del gioco è che è tutto incentrato sui personaggi.

Come Yara, per esempio. Aveva un bel caratterino, ma d’altra parte non avreste anche voi un caratterino se vi chiamassero continuamente demone? Non poteva farci niente. Era nata in quel modo: corna, ostinazione e tutto il resto. Era una ladra e un’assassina, il che significava che aveva il compito di sgattaiolare in giro, scassinare lucchetti e generalmente fare dispetti a tutti.

Il party era fantastico; un gruppo di creativi intorno ai 20 o 30 anni con immaginazione a pacchi. Ci trovavamo nei finesettimana, stappavamo qualche birra e ci mettevamo al lavoro.

Il personaggio di Joseph un chierico meravigliosamente entusiasta che scriveva brevi poesie per la sua divinità. Jodi sembrava sul serio un’elfa e decise di fare il passo successivo interpretando un’elfa ranger arciera. La nana guerriera di Sarah ci salvava sempre tutti dall’essere ammazzati.

Beh, quasi tutti.

Cat era ciò che ci piace chiamare un Leeroy Jenkins. Per quelli di voi che non conoscono Leeroy, era la star di un video virale e adesso Urban Dictionary dà del suo nome la definizione di “colui che non afferra il concetto di cautela”.

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La storyteller Cat Rocketship racconta la sua storia durante il Des Moines Storytellers Project Martedì 21 Feb. 2018 al Funny Bone Comedy Club in West Des Moines [Bryon Houlgrave/The Register].
Cat aveva zero cautela. I suoi personaggi si lanciavano sempre in prima fila nei combattimenti e venivano ammazzati. Ne aveva già persi due quando mi unii alla campagna.

Man mano che passavano le settimane, Ken, il nostro dungeon master -lo so, lo so, ma seguitemi- attuò un ingegnoso piano per approfondire i nostri personaggi. Ci avrebbe offerto dei vantaggi nel gioco se avessimo scritto delle storie di background, un piccolo pezzo ogni settimana.

Yara cominciò a stilare lettere a una persona immaginaria, un tipo di nome Malken. Erano abbastanza semplici all’inizio, ma andando avanti divenne chiaro che Yara aveva parecchi trascorsi, e parecchio da spiegare.

Così quando Cat perse ancora un altro personaggio in battaglia -RIP Bren- ebbe bisogno di ricominciare con qualcuno di nuovo. Ci scambiammo un po’ di idee su chi avrebbe potuto interpretare, ed io le suggerii la possibilità di fare un degno personaggio di Malken, così avremmo potuto scrivere i nostri background insieme.

Fu così eccitante! Avvertì nuovamente quella vecchia spinta creativa, ma invece di scrivere fan fiction con estranei su Internet, stavo collaborando con una delle mie amicizie più care e creative.

Così Cat divenne Malken, una montagna d’uomo, un barbaro con una spada fiammeggiante e improvvisamente il fidanzato non-più-così-a-distanza di Yara.

E la scrittura di lettere si fece parecchio più intensa.

E poi si trasformarono in vignette.

E poi si trasformarono in… vignette.

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Cat Rocketship, a sinistra, e Dani Ausen di Des Moines delimitano gli spazi per le bancarelle e i tavoli  al Pappajohn Center Mercoledì mattina [Rodney White, Rodney White/The Register].
Una cintura per mutarli tutti

Ecco un’altra cosa che la maggior parte di voi non sa di D&D: ci sono degli oggetti magici.

A discrezione del dungeon master, i personaggi possono acquisire oggetti che potrebbero conferire loro dei vantaggi, come un pugnale che torna indietro dopo essere stato lanciato, o un anello che permette a chi lo indossa di parlare con gli animali. Questi oggetti possono essere utili, ridicoli o persino dannosi, ma in ogni caso aggiungono un ulteriore livello alla narrazione della storia.

Così un giorno, Ken ci annuncia con orgoglio di aver scovato qualcosa nelle profondità della lore di D&D da inserire nella sessione. Ci eravamo a malapena tuffati nella nostra sessione del Sabato mattina quando una cintura apparentemente innocua comparve nel gioco.

Quasi tutti i giocatori, con la massima cautela, la punzecchiarono e pungolarono, per poi allontanarsi coscienziosamente. Beh, quasi tutti noi.

Cat poteva aver trovato un nuovo alter-ego in Malken, ma dentro era sempre Leeroy Jenkins. Malken raccolse tutto contento la cintura e se la allacciò in vita.

Non appena l’azione fu conclusa, Ken rivelò il segreto della cintura. Era una cintura del cambio di sesso. Adesso, di colpo, il massiccio personaggio maschio di cui Yara si era innamorata era una massiccia femmina.

E, ragazzi, ho pianto per giorni.

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Dani Ausen di Des Moines condivide il racconto del momento in cui realizzò di essere bisessuale durante il Des Moines Storytellers Project al Teatro di Des Moines Martedì 6 Feb. 2018 [Bryon Houlgrave/The Register].
All’inizio, non avevo idea del perché non riuscissi a riprendermi. Era solo un gioco, dopotutto, non era reale. Tutto ciò che era successo era che il finto fidanzato del mio finto personaggio era adesso una finta donna.

Ma ero arrabbiata. Il controllo dei propri impulsi di Cat aveva rovinato il nostro romanzo!

Ken, inorridito della mia reazione, permise a Cat di rovesciare la cintura e e cose tornarono come prima, ma io non riuscivo a scacciare la sensazione che qualcosa era differente.

Adesso so che in quel momento, il gioco che amavo perché mi consentiva di sfuggire dal mondo reale mi stava bruscamente sbattendo in faccia una verità che avevo sepolto dentro di me.

 

Coming out – Due volte

Non avevo mai pensato a me stessa se non come a una tipica donna etero. Voglio dire, tutte le donne etero trovano attraenti le altre donne, giusto?

Persino quando avevo 15 anni e mi ero messa profondamente in discussione, terrificata dall’idea che potessi essere lesbica, l’avevo scacciata via. Dopotutto, non conoscevo persone queer. Non ce n’erano in TV o nei film che potessi usare come riferimenti, e anche se ce ne fossero state, l’unica cosa che sapevo sull’essere gay era che fosse sbagliato e difficile e che sarei stata sola e infelice per sempre.

Così andai al college e uscii con uomini, e conobbi il mio futuro marito, l’unica persona con cui io fossi mai stata. Lo amavo profondamente. E questi nuovi e complicati sentimenti non facevano parte del piano.

Per tutto quel tempo avevo pensato che i sentimenti che si agitavano dentro di me fossero un sottoprodotto di una ossessionante impresa creativa. L’eco di un amore tra due personaggi fittizi. La realtà dei fatti è che quei sentimenti che avevo maturato erano tra me e la mia co-autrice.

Lo confessai immediatamente a mio marito, pronta a liquidare quei sentimenti e dimenticarmi che fossero mai esistiti. Ma Ken mi conosceva bene, e sapeva che quella non era la cosa giusta per me.

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Dani Ausen [Dani Ausen / In esclusiva per il Register]
Quando penso alla mia vita a quel punto, mi immagino discendere un sentiero, non tanto diversa dai percorsi boschivi in una giocata di D&D. Credevo di essere sul sentiero giusto. Dopotutto, avevo raccolto tutti gli oggetti magici che credevo mi servissero per essere felice. Avevo una laurea, un lavoro ben pagato, una bella casa in un quartiere fantastico e un marito meraviglioso. Se solo avessi continuato a mettere un piede dopo l’altro, sapevo che a un certo punto avrei avuto tutto.

Ma ho dovuto fermarmi e ascoltare le mie viscere. Non avrei mai creduto che D&D sarebbe stato un punto di svolta per me, ma una volta che tutto questo si era agitato dentro di me, non potevo ignorare il cinguettio degli uccellini del dubbio.

Era vero, amavo Ken, ma una parte di me aveva sempre saputo che non era il tipo di amore che una moglie dovrebbe provare per il marito.

Processare tutto questo richiese tempo, e così tanta tristezza e sacrificio. Ricordo un giorno, mi stavo consumando gli occhi a forza di piangere per l’ennesima volta, e Ken dichiarò, “Vorrei che chiunque pensi che essere gay sia una scelta fosse qui proprio adesso per vedere questo.”

Aveva ragione. Non potevo cambiare.

Concordammo che Ken avrebbe dovuto avere il matrimonio che meritava davvero, e che io non potevo essere qualcosa che non sono. E io non sono una donna etero.

Così uscii allo scoperto e appresi che non ero l’unica persona a cui fosse successa questa cosa. Non sono l’unica persona ad aver seppellito l’idea di essere queer per la paura e aver trovato la propria via più avanti nella vita.

Lungo la strada ho trovato un sacco di amore e supporto. Per tutto il tempo ho conservato la mia amicizia con il mio ex-marito, a cui penserò sempre come alla mia famiglia.

Ho costruito una relazione con Cat che, con una pazienza e una dolcezza che non avrei mai creduto possibili, mi ha sostenuta attraverso la nostra amicizia, che si è evoluta in un amore profondo che sentiamo oggi forte e bello come lo era in quelle prime pagine che scrivemmo.

Ma questa non è solo la storia del mio coming out mediante la magia di D&D. Vedete, il mio coming out è stato duplice. Non sono solo qualcuno che ha scoperto la propria bisessualità alla tarda età di 30 anni, sono anche qualcuno che ha deciso di immaginare un’altra vita e ricominciare.

In D&D, i giocatori costruiscono complessi alter-ego. E a volte si rivelano così realistici che, con il tempo, arriva il cambiamento. Il vostro mago potrebbe precipitare da una rupe o il vostro paladino potrebbe sconfiggere la sua nemesi e vivere felice per sempre.

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Dani Ausen, Co-fondatrice di Market Day [in esclusiva per Juice]
Da giocatore e da creatore, devi sapere quando è il momento di stracciare la scheda personaggio e crearne uno nuovo.

La vita vera è la stessa cosa: è imprevedibile. Una volta che hai intrapreso il cammino della vita di ogni giorno, può essere dura mettere in pausa e chiedersi se i progressi che stai facendo ti stanno davvero portando dove vuoi andare. Forse un sentiero migliore è dietro l’angolo, o persino dietro di te.

Credetemi, non ho capito tutto. Ma ho trovato il coraggio di strappare la mia scheda personaggio e, facendolo, ho preso in mano la mia vita e scoperto il mio vero io in un modo che non avrei mai creduto possibile.

In D&D come nella vita, le cose non vanno sempre secondo i nostri piani, ma, qualche volta, la parte migliore è il brivido di una nuova avventura.

Quindi prendete le vostre armi e andiamo a pestare un po’ di goblin!